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Diverso sarò io !

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DIVERSO SARO' IO: una bomba atomica! 

copertina diversoio

Edizioni Ad Est dell'Equatore

E allora! Avanti, prenotatelo qui!

FATEGLI UNA INIEZIONE DI SENSIBILITA' A QUELLI LI'!

Vi lamentate sempre che c'è mancanza di sensibilità, che il vostro fidanzato è lesso, che non c'è tolleranza, capacità di stare insieme?

E allora prenotatelo!

Ci sono dentro scrittori professionisti e scrittori emergenti segnalati al concorso. Ci sono Gianluca Morozzi, Lorenzo Mazzoni, Barbara Fiorio, andate a vedere chi c'è e prenotatelo.

Ah, ci sono anch'io!

Garantisco che è roba che scotta. Ce la potete fare: prenotatelo online, oppure non lamentatevi più.

Il Fattore Pesce ce l'ho io....

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RePesce

 

 

Fattore Pesce: o rey! 

Me la dovrei tirare? Ebbene sì, un po' me la posso tirare...

ma è stato più bello partecipare che vincere. Settimane vissute pericolosamente e intensamente-

 

Ecco il racconto surreale che ho portato in finale, leggetelo QUI, nel sacro spazio dei miei amici di Pescepirata.it 

 

 

 FattorePremiati

 

 

Fattore Pesce

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Fattore Pesce, il fantasmagorico talent letterario su forum, si avvia alla finale! Sono (siamo) rimasti in tre, andate a vedere su Pescepirata  o sulla pagina Facebook 

Questa la mia prova di flashback (scena iniziale/flashback/ritorno nei tempi perfetto / trapassato prossimo/perfetto) con incipit fisso e 450 parole max.

Andate a leggere anche gli altri, ne vale la pena...

TempestaElettrica

 

 

La giornata di Johnson.

La città sembrava deserta. Fece segno con la mano per chiamare un taxi. Si fermò un catorcio coi vetri appannati.
Quando Selena si abbassò per aprire lo sportello intravide una barba e trasalì: Johnson?!
L'uomo fece un cenno, ma lei scappò di corsa, senza voltarsi.
Giunse a casa coi polmoni in fiamme. Si attardò in giardino appena il tempo di raccogliere un mazzetto di tarassaco, erba cipollina e due noci cadute dall'albero. Quattro righe dritte e innaturali solcavano ora il cielo da est a ovest: le parve un brutto segno, per motivi irrazionali. Entrò come fosse inseguita dalle streghe poi sprangò porte e finestre.
Tagliuzzò le erbette in una terrina, vi aggiunse scaglie di formaggio e mezza mela. Pochi mesi prima quell'insalata di campo sarebbe stata una prelibatezza introvabile nei ristoranti, ora era tutto quello che avevano.
Fuori il cielo si scatenò.
Intanto, di là, Johnson dormiva, e Lube doveva stare attento che non si svegliasse. Lo tenevano lì, sedato, perché ucciderlo sarebbe stata l'ultima carta da giocare, ma Lube doveva prima studiare ancora, essere sicuro delle conseguenze.

Era stato Johnson. Aveva scoperto lui quel buco nella trama dei tempi. Si era ficcato dentro la sua equazione con quella sciocca determinazione che hanno a volte gli scienziati. Lube invece avrebbe voluto studiare ancora: qualcosa gli era sembrato poco chiaro da subito nella soluzione del collega. Brillante, sì, ma Lube avrebbe voluto seguire la strada maestra, verificare con la comunità scientifica: con il tempo non si poteva scherzare. Johnson invece bramava di tornare nel passato, subito. Per conoscere, forse per cambiarlo.
Una notte Lube aveva scoperto il rischio di una tragedia cosmica e si era precipitato in laboratorio, ma era arrivato troppo tardi. Aveva visto scomparire il collega e subito dopo era iniziata la prima tempesta elettrica. Lube non aveva previsto i fatti elettrici, ma non era questo il problema: il problema era che la soluzione di Johnson avrebbe comportato una contrazione del tempo.FishFactor

C'era un punto nella sua equazione in cui Johnson poteva tornare indietro di un giorno, ma da quel momento un giorno sarebbe durato un po' meno. Meno di un giorno dopo Johnson sarebbe di nuovo tornato indietro e il giorno sarebbe diventato ancora più corto.
Ora Johnson dormiva, e Johnson era anche là fuori da qualche parte. C'erano troppi Johnson là fuori da qualche parte. Migliaia di Johnson, e non si dovevano incontrare o sarebbe stata la fine del tempo.
Lube era l'unico a sapere come tutto era iniziato, nel futuro, e doveva trovare una soluzione.
Entrò Selena e gli porse l'insalata.
"Allora?" gli chiese.
"Ancora niente" disse lui. Eppure ci doveva essere un'altra soluzione per quella maledetta equazione. Ci doveva essere un modo. Selena vide nella terrina due erbette dritte e innaturali. Disposte da est a ovest. Rabbrividì, per motivi irrazionali.

* * *

I 3 killer che stanno uccidendo i tuoi figli

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veleno1

... e nessuno te lo dice!

1- Il cibo. La campagna martellante dei media ci impone di nutrirci per almeno tre volte al giorno. Ti sei mai chiesto perchè? Ti sei mai chiesto quanto guadagnano LE MULTINAZIONALI per il fatto che noi ci nutriamo????
Ci sono alcuni Yogi delle indie che rifiutano il cibo da anni. Altri per il fatto di aver smesso di nutrirsi, sono morti solo dopo essere campati in eterno. E' documentato.
Un grande scienziato ayurvedico americano, il Dr. Thomas Verardi, ha dimostrato, dati alla mano, che c'è una correlazione tra l'assunzione di cibo e le più frequenti malattie che ci flagellano.
Pensi che sia casuale il fatto che tutti noi mangiamo e che tanti di noi
muoiono di cancro e accidenti cardiovascolari???
C'è una CORRELAZIONE SCIENTIFICA! Il cibo va evitato!

2- l'acqua.
La televisione è potente. La televisione ci mostra ogni giorno Del Piero, l'uccello e la Cristina Chiabotto che bevono acqua e fanno Plin Plin.
Il messaggio è più che subdolo: non solo ci invita a bere acqua, ma ci fa credere che bevendola diventeremo ricchi come del Piero e tromberemo Miss Italia. Oppure diventeremo ricchi come Miss Italia e tromberemo del Piero. Di più, le multinazionali dell'acqua ci vogliono far credere che anche gli animali innocenti lo fanno: bevono.
Ma è forse un caso che i passeri si siano improvvisamente estinti? Sapete che l'estinzione dei passeri è iniziata contemporanemente al lancio di quella campagna pubblicitaria?
Evitate di dare acqua ai vostri figli. L'acqua uccide! veleno2

3- l'aria. Tu sei l'aria che respiri, dice il saggio. Ma l'interpretazione di questa affermazione, lungi dall'essere chiara, va meditata bene.
Solo gli stolti possono desumore da questa affermazione che dobbiamo respirare. Dice forse il saggio che DOBBIAMO respirare? No. Dice solo che SE respiri, allora diventi come l'aria che respiri. Uomini e donne respirano circa 20 volte al minuto. Inalano inquinanti e schifezze 20 volte al minuto. Si avvelenano respirando le scie chimiche e muoiono.

Se non respiri, il saggio non dice.
Sta a te scegliere. La tua vita è nelle tue mani. Che la pace sia con te

Premiazione 6° letterario San Lorenzo Casumaro (2)

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Casumaro - Città della lumaca!

1 Agosto 2014

Premiazione 6° Concorso letterario San Lorenzo

Una bellissima serata grazie all'impegno della Biblioteca Ileana Ardizzoni, agli sponsor, alla giuria, ai lettori, ai musici e a tutti

 

http://www.casumaro-fe.it/news/1-agosto-2014

 

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Mio il racconto del mese di aprile...

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macchiato

"La montagnola contro l'alaska" scritto da me con il prezioso editing del Capitano Black Bart di Pescepirata è il racconto del mese (aprile) su Macchiato Inchiostro! Potete leggerlo on line sul blog, qui....

6° Concorso letterario San Lorenzo - noi ci siamo!

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6° Concorso letterario San Lorenzo!

Noi ci siamo piazzati al quinto posto con il racconto "Le fortune di Birillo" e il giorno 1 agosto 2014 alle ore 21:00 siamo qui a Casumaro, ridente città della lumaca, a ritirare il premio!

Ai primi sette amici che interverranno e me la chiederanno potrò regalare l'antologia con i dieci racconti premiati e la dedica mia e del mio amico Filippo Taddia che (Aaarghhh!) è arrivato primo! 

 

ClassificaNomi

 

Fatti, fattacci e controfattacci di San Valentino

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MrBloom1

Ieri sera abbiamo suonato in un bel locale di nostri amici a Ferrara, non posso dire il nome per non fare pubblicità (Mr Bloom, via Orfeo Santini 6, Ferrara). Abbiamo suonato benissimo che c'era anche un batterista nuovo, ma è successo un fattaccio. Verso le undici si è sparsa la voce che in sala fosse arrivata la siae. Siccome la siae sta sui maroni a tutto il mondo si è avvicinata una tipa e ha detto "dai! fate una bella dedica alla siae, che è arrivata adesso!" Allora il chitarrista, che è un facinoroso, ha preso il microfono e ha  esordito così "In questo cazzo di paese..." poi si è fermato e ha guardato il pubblico con quelli sguardi lì, con dentro la saetta, poi ha fatto una pausa che si sarebbe spazientito anche Bettino Craxi.
L'aria era elettrica, allora io ho fatto un FA diesis con il basso, che non sono brustolini, se uno fa un FA diesis così, alla muta, succede sempre qualcosa.
Dopo non è successo nulla se non che una carampana si è cavata nuda nel bagno, comunque fa niente. Sono tornato a casa alla due e mezza, alle tre e un quarto la gatta ha rotto i maroni che grattava contro la porta del tinello, alle quattro e venticinque ho sentito un botto che sembrava il boato che arriva un secondo prima del terremoto, che qua siamo ancora freschi. Non ho capito cosa fosse stato, poi finalmente mi sono addormentato, ma dopo ho sognato il FA diesis.
 MrBloom2
Eravamo lì che suonavamo, dentro la tasca della custodia del basso però c'era una pistola, precisamente un Rhino in 357 magnum
con canna da sei pollici, io l'ho guardata e ho pensato "ma che cazzo! io non ho una pistola come questa! chi me l'ha messa nella tasca della custodia del basso?" Ma intanto il chitarrista facinoroso aveva sbragato la chitarra contro il muro e dalla cassa frantumata erano usciti dei coltellacci giapponesi e un manarino. Io stavo armando il tamburo del Rhino e intanto mi giustificavo con la cameriera uruguagia "cazzo, non è colpa mia, me l'hanno messa dentro la tasca del basso, non so chi è stato! Non è neanche un delle mie..."
L'altro chitarrista, che sembrava inizialmente non ne volesse, si è svegliato improvvisamente dal suo torpore, ha divelto una prolunga e ha cominciato a mulinarla in aria come fosse un lasos, fischiando la colonna sonora di Trinità.
"Quelli della siae facciano outing, porca troia!" mi son trovato a gridare, mentre la prolunga industriale si era trasformata in una lunga mazza con le bolas, con la quale il mio amico stava fracassando gli orpelli del locale.
"Dove sono quelli della siae, cazzo di budda?"
Poi i crepiti dei 357 magnum, e un bagno di sangue, sudore e brodo di cappellacci.
 
Mi son svegliato con la tremarella alle sei e quarantacinque, con i fumi del sogno ancora in testa.
Ho messo su il latte per mia figlia e acceso il tg di sky.
Pare che mettano Baricco al governo. Tutti gli incubi hanno una motivazione. 
 

365 Racconti di Natale, +1 = 366

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365

Va bene, è sempre in libreria:

http://www.delosstore.it/delosbooks/44793/365-racconti-di-natale/

Occhio al trailer:

http://www.youtube.com/watch?v=H-nWJYWqX8U

Vi regalo il racconto che non ho mandato...

 

366: Anno zero.

 

Così, sotto le stelle, soli come possono esser soli due briganti senza amici.

–Spingi! Spingi!

Orione! Che mi perdevo a indovinare tra le stelle le tue spalle larghe e la tua spada, aiutaci tu... Orione! Che mi hai sempre dato forza, aiutaci tu in questa notte senza luna.

–Non ce la faccio più... –

–Ce la devi fare! – quanto sei bella moglie mia, anche così, pallida, con gli occhi rossi di sangue e di dolore. Quanto era felice quest'uomo di portarti a spasso il sabato di festa, smesse le raspe e gli scalpelli. Mostrarti orgoglioso ogni giorno agli amici e proteggerti la notte con queste mani callose. Solo questo desidero. Niente più di questo.

–Non ce la faccio... non ho più le forze... –

–Coraggio! Respira e spingi! –

Invece sono qui, a dir le cose che solo una donna dovrebbe dire, a dar la forza che solo una donna potrebbe dare. Con il tarlo di questo Gabriele. Io che aspetto, paziente, che prima del matrimonio non si può fare, poi si presenta questo Gabriele e tutto il resto. Se fosse femmina, se sarà femmina, tutto questo sarà stato un sogno e questa vita tornerà ad essere solo mia, solo nostra.

Antares! Che sei la più rossa e luminosa delle stelle, non abbandonarci. Antares! Fai che sia femmina...

–No! Donna non venir meno adesso! – gli occhi rinvengono. Rabbia. Alzo lo sguardo e la vedo, stella diafana e altezzosa come un pavone albino.

–Non ti immischiare, Vega, nelle mie faccende! Stai lontana da me...– e Tu, che mi ha dato questa croce, Tu dove sei adesso?

–Spingi ancora!– Oddio, eccolo finalmente. Esce tra le mie mani, con la forza di un fiume di vita. E' maschio. Questo arcangelo, speriamo che almeno mi somigli. Antares! Tutta la mia vita, tutti i miei legni e i miei scalpelli, dove sono ora?

–E' biondo, Maria. Sembra così forte... Maria...Maria...