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Fattore Pesce

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Fattore Pesce, il fantasmagorico talent letterario su forum, si avvia alla finale! Sono (siamo) rimasti in tre, andate a vedere su Pescepirata  o sulla pagina Facebook 

Questa la mia prova di flashback (scena iniziale/flashback/ritorno nei tempi perfetto / trapassato prossimo/perfetto) con incipit fisso e 450 parole max.

Andate a leggere anche gli altri, ne vale la pena...

TempestaElettrica

 

 

La giornata di Johnson.

La città sembrava deserta. Fece segno con la mano per chiamare un taxi. Si fermò un catorcio coi vetri appannati.
Quando Selena si abbassò per aprire lo sportello intravide una barba e trasalì: Johnson?!
L'uomo fece un cenno, ma lei scappò di corsa, senza voltarsi.
Giunse a casa coi polmoni in fiamme. Si attardò in giardino appena il tempo di raccogliere un mazzetto di tarassaco, erba cipollina e due noci cadute dall'albero. Quattro righe dritte e innaturali solcavano ora il cielo da est a ovest: le parve un brutto segno, per motivi irrazionali. Entrò come fosse inseguita dalle streghe poi sprangò porte e finestre.
Tagliuzzò le erbette in una terrina, vi aggiunse scaglie di formaggio e mezza mela. Pochi mesi prima quell'insalata di campo sarebbe stata una prelibatezza introvabile nei ristoranti, ora era tutto quello che avevano.
Fuori il cielo si scatenò.
Intanto, di là, Johnson dormiva, e Lube doveva stare attento che non si svegliasse. Lo tenevano lì, sedato, perché ucciderlo sarebbe stata l'ultima carta da giocare, ma Lube doveva prima studiare ancora, essere sicuro delle conseguenze.

Era stato Johnson. Aveva scoperto lui quel buco nella trama dei tempi. Si era ficcato dentro la sua equazione con quella sciocca determinazione che hanno a volte gli scienziati. Lube invece avrebbe voluto studiare ancora: qualcosa gli era sembrato poco chiaro da subito nella soluzione del collega. Brillante, sì, ma Lube avrebbe voluto seguire la strada maestra, verificare con la comunità scientifica: con il tempo non si poteva scherzare. Johnson invece bramava di tornare nel passato, subito. Per conoscere, forse per cambiarlo.
Una notte Lube aveva scoperto il rischio di una tragedia cosmica e si era precipitato in laboratorio, ma era arrivato troppo tardi. Aveva visto scomparire il collega e subito dopo era iniziata la prima tempesta elettrica. Lube non aveva previsto i fatti elettrici, ma non era questo il problema: il problema era che la soluzione di Johnson avrebbe comportato una contrazione del tempo.FishFactor

C'era un punto nella sua equazione in cui Johnson poteva tornare indietro di un giorno, ma da quel momento un giorno sarebbe durato un po' meno. Meno di un giorno dopo Johnson sarebbe di nuovo tornato indietro e il giorno sarebbe diventato ancora più corto.
Ora Johnson dormiva, e Johnson era anche là fuori da qualche parte. C'erano troppi Johnson là fuori da qualche parte. Migliaia di Johnson, e non si dovevano incontrare o sarebbe stata la fine del tempo.
Lube era l'unico a sapere come tutto era iniziato, nel futuro, e doveva trovare una soluzione.
Entrò Selena e gli porse l'insalata.
"Allora?" gli chiese.
"Ancora niente" disse lui. Eppure ci doveva essere un'altra soluzione per quella maledetta equazione. Ci doveva essere un modo. Selena vide nella terrina due erbette dritte e innaturali. Disposte da est a ovest. Rabbrividì, per motivi irrazionali.

* * *

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