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Il pomello della spada del Conte di Porcia e Brugnera: un'ora al cospetto del più grande.

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tiziano6 dic 2010 - Pinacoteca di Brera. Fermatevi alla sala VII.

E' una sala che ospita alcune opere di grandi ritrattisti del 400/500. Sono grandi e 

grandissimi pittori, sono Moroni, Lotto, Tintoretto. Sono ritratti vivi, magistrali, ma ce

n'è uno che risalta subito, come una rovesciata di Pelè in mezzo ai gesti pur nobili di

altri grandissimi giocatori. Mi avvicino, ma già ho riconosciuto la mano: è il ritratto

del Conte di Porcia e di Brugnera, una delle opere considerate "normali" nell'immensa

produzione di Tiziano Vecellio. Mi fermo venti minuti, con la pelle d'oca: il trine magistrale

del colletto, ombre e luci puntiformi e incredibili nel volto...

Proseguo lungo la galleria, ma non più con la stessa voglia, la stessa tensione, come se avessi già mangiato il tiramisù e mi presentassero i maccheroni. Arrivano le sale conclamate: c'è il tempietto 

di Raffaello, c'è Piero della Francesca, c'è il Cristo flagellato di Donato Bramante. Sono opere

clamorose, che hanno fatto la storia della pittura, ma sono anche uomini e donne in pose

troppo costruite, occhieggianti alle mode del periodo... insomma, vorrei tornare là, alla sala VII.

Poi ci sono i cultori della luce, sono fronti e toraci biancastri e luminosi, a cercare

di imitare un altro maestro, senza riuscirvi. E infatti eccolo là! La Cena di Emaus: Caravaggio!

Intorno ci sono i riflessi dei Carracci, dei Carpacci, dei Procacci e dei Procaccini, ma niente 

da fare, la cena di Emaus si erge lì come una cagna in mezzo ai maiali.

Cerco di capire il perchè. E vedo che non c'è niente di manieristico nel Cristo e negli apostoli 

di Caravaggio. Sono UOMINI con le loro magistrali espressioni dell'anima, non 

manichini, non modelli. Tutti lo vedono: Caravaggio è per tutti , sia ben chiaro, questo non è

un difetto. Tiziano non è proprio per tutti...

Sono ancora con la testa là, il conte di Porcia e Brugnera è ancora di più, lo so.

Devo capire perchè. Torno alla sala VII all'opera "minore" di Tiziano.

Guardo, mi allontano, mi avvicino. Nelle luci del volto c'è già tutto Caravaggio, ma questo lo

so già. Perchè ho la pelle d'oca, cosa mi sta dicendo il più grande di tutti?

Osservo il trine incredibile dl colletto, gli occhi, la barba. Anche questo è un UOMO,

non un modello, ma c'è di più...

La mano sinistra è appoggiata a qualcosa, forse il bracciolo di una poltrona o un trono.

Ma è un po' troppo abbarbicata,  è tesa. Perchè? Torno al volto...

Quest'uomo è irrequieto, ma non in modo palese, in modo sottilissimo: si sta trattenendo.

La pelle d'oca cresce, qualche lacrima, qualche singhiozzo. Comincio a capire.

Più sotto, nel nero c'è una pennellata bianca, una sola, magistrale! E' il polsino dell'altra manica,

si intuisce la mano destra, che non c'è, non è dipinta.

Perchè c'è questo incredibile polsino, da cui si indovina tutto un braccio che non cè.

Non può essere casuale, stiamo parlando di Tiziano.

Più a destra nel nero, dove dovrebbe trovarsi la mano ci sono tre minuscoli segni bianchi.

Chi ha mai segnato questa tela? Metto gli occhiali, guardo meglio...

NON E' POSSIBILE!!! E' INCREDIBILE!!!! 

Sono tre segnetti bianchi, un minuscolo circoletto e due archi,

un millimetro quadrato di bianco! Sono i riflessi di una luce fioca

sulle venature d'argento del pomello della spada! E' il pomello della spada!

Mi riallontano, incredulo, ora è chiaro! Tutta la tensione del quadro si scarica lì, in quel 

punto preciso, come li linee di fuga di una prospettiva! Sto piangendo come un vitello. Non potete capire, lo dovete vedere!

Tiziano ha voluto rappresentare in modo intrigante e magistrale lo stato d'animo sottilissimo di un uomo, (DELL'UOMO!)che cerca di controllare la sua collera e ancora non sa se la mano sinistra lo terrà ancorato alla ragione o se la mano destra estrarrà infine la spada!!

Un millimetro quadrato di bianco che da solo vale come tutto il resto della pinacoteca

Come possa un uomo arrivare a tanto è per me un mistero...

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